“Adesso sparate su tutti” – di Natya Migliori

Scritto da: il 02.07.10
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Riporto un articolo di Natya Migliori, giornalista e videomaker catanese, che ha raccolto le impressioni e le testimonianze delle persone presenti in piazza ieri sera, in Piazza Dante, nella manifestazione “autoconvocata su facebook” svoltasi con un migliaio di partecipanti e molte testimonianze pubbliche.
“Adesso sparate su tutti”: recita così lo striscione che alle 20.30, in piazza Dante a Catania, sovrasta il raduno spontaneo dei catanesi, sdegnati dalle pallottole che in pieno giorno ed in pieno centro storico, a due passi della Facoltà di Lettere e Filosofia, hanno colpito la studentessa Laura Salafia, 34 anni, originaria di Sortino, riducendola in fin di vita.
Un regolamento di conti, come presumono la squadra mobile e la Dda di Catania, fra i clan Santapaola e Zuccaro (in realtà le ultime notizie smentiscono, l’ipotesi del regolamento di conti. Nota Di 095). Le pallottole erano infatti dirette su Maurizio Gravino, 40 anni, esponente dei Zuccaro, a sua volta gravemente ferito.
Un “classico”, che questa volta piomba però su chi con la mafia ha solo condiviso la sua terra natìa.
E che, con altrettanta ferocia, ferisce il concetto stesso di libertà, proprio nella giornata in cui a Roma, in tutta Italia, sul web, si manifesta contro la negazione del diritto all’informazione, della legalità, della verità. Proprio nella giornata in cui Roberto Saviano, da piazza Navona, tuona contro la gente di “malaffarre” e le osannazioni di dell’Utri verso l’”eroe” Mangano.
Eppure, mentre Laura lotta fra la vita e la morte, le coscienze della città che dicono “no” al malaffare e alla mafia si sono mosse, spinte da un tam tam dal basso, diramato da Facebook e Tweteer, dalle radio, dai portali e dalle web tv indipendenti, per incontrarsi sul luogo della sparatoria. Armate sì, ma di megafono, striscioni e rabbia.
Tra la folla qualche esponente politico, diversi rappresentanti sindacali, molti insegnanti universitari, ma soprattutto studenti.
“E’ inquietante che tutto ciò sia avvenuto proprio oggi – commenta Angelo Villari, segretario della Cgil del capoluogo siciliano- e per di più in un orario insolito per un attentato di mafia, mentre centinaia di studenti, come Laura, andavano e venivano dalla Facoltà. Il timore di noi cittadini e degli inquirenti è che si possa trattare di una ripresa dell’attività mafiosa. Lo scorso 24 giugno, d’altronde, è stato assassinato un membro dei Santapaola e questa mattina una seconda sparatoria ha coinvolto un altro quartiere periferico.”
“Non si può omettere -aggiunge Pina Palella, anche lei esponente della Cgil- che quanto è avvenuto oggi si inquadra in una situazione catanese sempre più disastrosa, in cui il senso civico e i valori vengono a mancare, mentre predominano il disagio, la crisi, l’assenza di certezze o prospettive.
Catania rischia di diventare un far west. Solo un moto reale di sdegno generale può salvarla.”
Anche fra la gente dell’Antico Corso, si insinua la paura che tornino gli anni di fuoco, che si ripresenti quel decennio, fra l’80 e il ’90, in cui la faida dei “cursoti” insanguinava le strade del quartiere, persino sotto gli occhi degli studenti dei vicini Liceo Classico e Scientifico.
“Non mi chieda niente -ribatte l’anziana proprietaria del tabaccaio di zona- non si vedevano cose del genere da vent’anni!”
La stessa paura si legge negli occhi e nelle parole dei colleghi di Laura.
“Come possiamo stare tranquilli pensando di uscire per dare un esame e rischiare di non tornare più?”, afferma Edoardo, ex studente in Lettere.
“La facoltà di Lettere -aggiunge Sergio, studente in Medicina- è un luogo di studio, ma anche di ritrovo. L’agguato è avvenuto intorno alle 12.30, quando tantissimi colleghi, la maggior parte fuori sede, si trovano qui per studiare o per pranzare in compagnia. Chiunque di noi potrebbe essere al posto di Laura.”
“La giornata di oggi dovrebbe essere dedicata alla libertà -incalza Flavia, studentessa di Lettere- ma ma qui stiamo vivendo il controsenso di non esser liberi neanche di andare in Facoltà.
Forse è vero che di libertà ce n’è fin troppa. Però è affidata alle persone sbagliate, che si possono permettere di andarsene in giro a sparare in pieno giorno. Chi pensa a proteggerci?”
“Se la violenza torna dopo tanti anni sulle strade dobbiamo chiederci cosa stia succedendo -sostiene Luca Cangemi, segretario regionale del PRC Sicilia-. Da anni assistiamo a Catania ad un degrado sociale, civile e morale che parte da chi la guida. Per di più c’è una presenza capillare della mafia nel tessuto sociale e nell’economia.
Un’inversione di rotta non può venire però da chi è al potere. Deve venire dalla gente, come sta avvenendo stasera. Deve venire dal basso un’onda di cambiamento che travolga anche chi sta in alto.”
Eppure l’onda dal basso a Catania non è nuova e da decenni fornisce un importante contributo alla lotta alla mafia. “Sono tante a Catania le realtà –sottolinea, Emanuele Feltri, esponente del Centro Popolare Experia- che da anni lottano per scongiurare episodi come questo, strappando manovalanza alla mafia, facendo volontariato per togliere dalla strada i bambini dei quartieri a rischio. Nonostante ricevano spesso in cambio, come di recente è successo al Centro Experia, solo manganellate e insulti. Dobbiamo continuare a credere nel cambiamento per il bene della città, dei suoi abitanti, dei suoi bambini. Dobbiamo continuare a rimboccarci le maniche. Oggi insieme a sdegnarci, domani insieme a lavorare.”
Natya Migliori

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple