Sulle condizioni del Carcere di P.zza Lanza e i politici visitatori

carcere1 150x150 Sulle condizioni del Carcere di P.zza Lanza e i politici visitatoriCITTÀINSIEME CONTRO L’ENNESIMO SACCO DELLA CITTÀ:
NO ALLA CHIUSURA DEL CARCERE DI PIAZZA LANZA. SÌ AD INTERVENTI STRUTTURALI.

LE AMMINISTRAZIONI LOCALI SI OCCUPINO DELLA PENSILINA ANTISTANTE IL CARCERE.
FLERES SI OCCUPI OLTRE CHE DELLE MATITE COLORATE ANCHE DELLA SALUTE DEI DETENUTI.

A proposito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere” che riteniamo quanto meno doverosa dato che i parlamentari devono occuparsi delle condizioni delle carceri del paese che rappresentano ed alla cui gestione dovrebbero contribuire al meglio, non possiamo non condividere le osservazioni dell’OSAPP, il sindacato di Polizia Penitenziaria, che avanza dubbi sul valore di tali visite occasionali, se a queste non seguono iniziative parlamentari volte a risolvere i reali problemi che affliggono i nostri penitenziari, ormai agli onori della cronaca solo per i frequenti suicidi e le morti sospette.

Anche le appariscenti iniziative dell’on. Fleres, il cd. “Garante dei diritti del detenuto”, ci sembrano fumo negli occhi a fronte della cronica carenza di medicinali, di prodotti per l’igiene personale e delle condizioni delle celle.

Una delegazione di CittaInsieme ha visitato la Casa Circondariale di Piazza Lanza. Quello che ci hanno fatto vedere era abbastanza dignitoso; ma molti detenuti si lamentavano dello stato pessimo di altri settori del carcere che non ci hanno permesso di visitare. Ci auguriamo che almeno i parlamentari possano visitarli in modo da poterne poi rendere conto alla cittadinanza nelle sedi istituzionali.

Noi, purtroppo, possiamo occuparci solo dell’evidenza. Pertanto sollecitiamo le Amministrazioni comunali e provinciali affinché facciano seguito ad una richiesta inoltrata tempo fa dalla direzione di Piazza Lanza per la sistemazione dell’area di attesa, nell’antistante piazza,  destinata ai parenti in visita. Attualmente è solo una squallida pensilina con qualche panca; è urgente approntare dei servizi igienici, attrezzare un’area per i bambini, rendere più confortevole un posto dove spesso le attese si protraggono per ore.

Ci auguriamo che i parlamentari, dopo la visita e relativo articoletto sulla stampa, si adoperino presso le sedi istituzionali a fare adottare, nell’immediato, interventi intermedi (in attesa del Piano Carceri) atti ad alleviare la condizione carceraria, attualmente non degna di un paese che si ostina a dirsi civile.

Non ci meravigliamo invece del fatto che, oggi, deputati di maggioranza e di opposizione sono concordi nell’auspicare la chiusura della struttura carceraria di Piazza Lanza: sappiamo bene infatti che qualora il progetto di demolizione del carcere andasse in porto, non ci sarebbe spazio per un’area di verde pubblico di cui la città ha estremo bisogno, ma soltanto per l’ennesima speculazione edilizia.

CittàInsieme
Catania, 14 agosto 2010
Tel. 3406892762 – info@cittainsieme.it

Camera a Sud @ Marzamemi

southmedia camerasud marzamemi 214x300 Camera a Sud @ Marzamemi29 LUGLIO 2010 AL FESTIVAL DEL CINEMA DI FRONTIERA 2010, a Marzamemi, ci sarà la presentazione del progetto CAMERA A SUD dei catanesi di South Media.

Alle ore 19.00, presso il Cortile Villa Dorata (per “Chiacchiere sotto il Fico”), presentazione del progetto di archivio audiovisivo “Camera a Sud” e lancio del primo bando di raccolta e selezione di vecchi filmati (8mm, Super8, 16mm, 35mm) e nuovi video digitali, suddiviso in 4 sezioni:
- Amarcord Sicilia: ciò che era, ciò che non ci sarà;
- Site seeing: errando per le cinecittà;
- Memoria Librino: un certo sguardo sulle periferie urbane;
- La chair de la memoire: postazioni sul Mediterraneo.

La partecipazione al bando (scadenza 31 ottobre) è gratuita. Il regolamento e modulo di partecipazione possono essere scaricati da www.cameraasud.org

A seguire, alle 21.30, per la rassegna “Con-corto”, sarà proiettato fuori concorso “C’era”, prima selezione di documenti audiovisivi raccolti dall’archivio “Camera a Sud”.

Il progetto “Camera a Sud”, realizzato con il sostegno dell’UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci) e del MIBAC e con il Patrocinio dell’AAMOD, prevede la costruzione partecipata di un archivio audiovisivo online della memoria e delle trasformazioni dei luoghi e delle loro comunità nonché la produzione, partendo dal recupero dei vecchi materiali filmici, di nuovi documenti multimediali che raccontino un patrimonio di memoria collettiva, esprimendo storie e processi evolutivi di un territorio ed esperienze individuali e sociali attraverso il linguaggio delle immagini in movimento.

Argomentare l’idiozia dell’informazione a Catania – Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore

ilgiornaledioggi 200x300 Argomentare lidiozia dellinformazione a Catania   Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettoreNon so per quale strano motivo, ma questo lungo testo, datato 13 ottobre 2008, era disperso nei meandri del mio filesystem. L’argomentazione a distanza di quasi due anni mi sembra piuttosto debole e ci sono alcune premesse errate, ma considero comunque questo testo un buon punto di partenza per una riflessione. Non spaventatevi: buona lettura. (NDL nel testo sta per “Nota di Leandro”, il Leandro del 2010 s’intende)
PREMESSA
Il problema dell’informazione a Catania è stato riconosciuto e studiato in più occasioni, e i risultati di tante prese di coscienza portano ad un solo problema che sta alla radice: monopolio dell’informazione. Nella fattispecie, si tratta del gruppo editoriale Sanfilippo, proprietario delle maggiori emittenti della Sicilia orientale, e del più venduto quotidiano della Sicilia orientale, La Sicilia, che da solo copre la cronaca locale nelle province di Catania Ragusa e Siracusa senza concorrenza. In alcuni casi, come quello celebre di Repubblica, si è addirittura arrivati a degli accordi politico-commerciali per mantenere l’esclusiva della cronaca locale (accordi in parte “sciolti” nel 2009, NDL). Questi accordi sono dovuti soprattutto alla stampa “fisica” dei giornali nazionali a Catania, con la più grande tipografia del sud italia, che danno un pesante potere contrattuale al gruppo editoriale di proprietà dell’editore e direttore della Sicilia Ciancio. Ma questa spiegazione non basta per poter spiegare la pesante situazione di monopolio e “bavaglio” dell’informazione: responsabilità grave ha una certa categoria di lettori, che andremo ad analizzare.
La tesi si fonda su semplici constatazioni, che non hanno la pretesa del rigore scientifico, ma che hanno dalla loro parte la ferrea logica dell’evidenza: se un giornale nodichn viene letto, non è in posizione di monopolio. La Sicilia in effetti non è un giornale ad ampia diffusione, nonostante il bacino di utenza molto vasto che va dall’intera Sicilia fino alla provincia di Reggio Calabria, conta appena 60 mila copie di tiratura e delle vendite quotidiane che non superano le 30 mila (dati ADS diffusione stampa 2007), per circa 5 milioni di potenziali lettori. Giocano quindi un ruolo fondamentale nella definizione del “monopolio” non solo il numero di lettori, ma la qualità degli stessi: l’intera classe dirigente catanese utilizza il giornale monopolista per scambiarsi informazioni, quasi che si trattasse di una immensa bacheca. Una funzione, questa autoreferenziale e di comunicazione interna a una data categoria sociale dirigenziale che non ha nulla di diverso da quanto evidenziato fin dal dopoguerra nel panorama nazionale (i famosi 1500 lettori), ma che qui assume i caratteri del grottesco: fermo restando il carattere prevalentemente “elitario” dei lettori de La Sicilia, è singolare notare come questo quotidiano abbia un ruolo preminente nell’informazione di tutte le fazioni politiche, comprese quelle che in numerose assemblee e comunicati non perdono occasione per ricordare che il giornale di Ciancio sia “peggio della mafia” (non ricordo chi lo ha detto NDL).
L’antitesi a questa tesi è altrettanto banale, e se volete ancora più semplice della tesi e quindi superflua a una prima occhiata: essendo l’unico giornale diffuso e comunque si voglia “autorevole”  nell’intero panorama della Sicilia orientale, per chiunque voglia avere un minimo di visibilità diventa fondamentale informarsi e informare, attreaverso comunicati stampa e comunicazioni, lettere, inviti attraverso e con l’aiuto del quotidiano monopolista. Questa visione della “questione monopolio” è in realtà ampiamente confutabile, e come cercheremo di dimostrare ha degli effetti totalmente deleteri.
Per argomentare queste ipotesi procederemo con l’analizzare tre questioni tecniche all’intenro del quotidiano, aiutando l’esposizione con alcun esempi di recenti episodi: si tratta di Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore.
Impaginazione. pochi giorni sono passati da un clamoroso “scoop” de La Sicilia: la prima lettera mai pubblicata su un quotidiano da un mafioso in regime di 41 bis, il figlio del famoso pluriomicida boss mafioso Nitto Santapaola, Vincenzo. Il carcerato ha esposto le sue ragioni di “portatore di un cognome scomodo”, vittima di pregiudizi e di chi usa il suo cognome per trarre vantaggi. Un caso umano, che sul gironale ha trovato spazio in un largo e ben evidente “box”, per dar peso allo “scoop”. Questo ha destato l’interessa di molti lettori, con commenti contrastanti e verifiche di legalità alla possibilità di pubblicare tale notizia: non si tratta forse di violazione del regime carcerario? Detta in maniera “civile”, si tratta senza dubbio di un vergognoso episodio senza precedenti in italia, passibile anche di sanzioni per il quotidiano da parte dell’ordine dei Giornalisti, del quale si viola in buonaparte il codice deontologico. Normalmente le lettere sul quotidiano hanno uno spazio limitato in una pagina del’inserto locale, senza enfasi e impaginate in maniera asettica, senza apparenti scelte editoriali. La lettere del mafioso aveva invece un contorno di argomenti correlati che tutto sembrava fuorchè casuale.
A dimostrazione dell’eccezionalità dell’episodio, una lettera scritta da un importante accademico catanese critica verso il quotidiano per l’episodio della pubblicazione della lettera di Santapaola,  pubblicata per intero e “senza censure”, ma relegata alla seconda pagina delle lettere, con accanto una grossa lettera maggiormente evidenziata che parla invece di “discoteche, che fine hanno fatto”. La lettera ci è stata segnalata, ma abbiamo avuto molte difficoltà a trovarla all’interno del quotidiano, Difficoltà che non abbiamo avuto con l’evidentissima lettera del mafioso.
Certamente nella scelta del posizionamento delle due lettere ha influito il diverso “peso” che potevano avere i due eventi quanto a “hype”, termine preso dal linguaggio del web che indica “rumore, passaparola, turbinio di opinioni”: una coraggiosa e sprezzante delle regole primizia nazionale scritta in linguaggio semplice, da film sulla mafia come “il padrino” e con il nome altisonante del più famoso boss catanese di sempre,  contro un grigio professore universitario che parla di cose che il 90% dei lettori de la sicilia, per quanto “classe dirigente”, non conosce se non per lontane reminiscenze. Un qualunque giornale si sarebbe comportato nello stesso modo, valutando bene i prerequisiti dei propri lettori e la sua storia di giornale, che ha sempre dato un talgio “popolar-semu tuti spetti” ai suoi articoli. Ma probabilmente sarebbe stato lo stesso sul New York Times, la notiziabilità degli eventi non teme confronti.
Il background dei lettori è comunque fondamentale: se pier anni si è stati ipergarantisti, al punto di sfiorare la connivenza, con delle dichiarazioni di personaggi pubblici poi condannati anche per mafia, come lo stesso Santapaola padre, perchè oggi si dovrebbe dare ai lettori qualcosa di diverso e prendere l’occasione dell’ottima lettera dell’accademico e metterla in risalto per dare ampie spiegazioni ai lettori della “storia” del personaggio? Meglio mantenere quell’aura da “eroe negativo”, da film sulla mafia, che sarà cattivo ma è sempre protagonista, e stare dalla parte dei protagonisti giova sempre alle vendite. Il lettore di lunga data del giornale La Sicilia è affezionato alla sua lettura quotidiana a quanto pare: la denigra, ne dice peste e corna, parla apertamente di monopolio di Ciancio, ma non riesce a sottrarsi al gioco del “completa l’informazione”. Completala con anni di informazioni a metà, come fanno molte associazioni catanesi fortemente critiche verso il giornale di Ciancio, un gioco di intelligenza e attenzione, che aguzza l’ingegno e fa esultare di compiacimento quando si trovano delle palesi inconguenze fra gli articoli di un giorno e quelli di un altro, nelle dichiarazioni dei politici (solitamente La Sicilia ne pubblica i comunicati stampa senza particolari tagli). Un bel gioco puzzle, che quando è finito si comunica nelle lettere “per completezza, avete commeso questo, questo e quest’altro errore”, cercando di porre rimedio con zelo e dedizione alle inesattezze che il giornale quotidianamente compie. Peccato che questo atteggiamento, per vincere questo modo di non-fare informazione, ha evidentemente l’effetto di una goccia nel mare.
Le tre argomentazioni, seppur superficiali, portano con se l’atteggiamento, da parte di chi si rende conto che il giornale sia in palese contrasto con quella che potremmo definire “buona informazione”, di un atteggiamento del tutto simile a quello descritto nell’antitesi di cui sopra: questo è il giornale che c’è, quindi scrivo qui. Probabilmente senza rendersi conto delle conseguenze di quanto si fa come piccolo esercizio quotidiano, leggendo un giornale e commentandone al suo interno le notizie: lo si aiuta e lo si rende autorevole, marcandone anzi l’aspetto pluralistico e di “apertura verso tutte le opinioni”. E questo è palesemente in contrasto con la premessa: La Sicilia è in condizioni di vantaggio monopolistico (lo è? NDL).
In questa argomentazione abbiamo dato per “assiomatico” il monopolio, e siamo certi che chi leggerà la stessa sarà daccordo con noi nel non considerare questo come inconfutabile.
Resta quindi la nostra tesi: i lettori, appartenenti alla classe dirigente cittadina, con mezzi culturali e fonti di informazione e contatti vasti sul territorio, che si rendono conto del monopolio, che ne evidenziano le incongruenze e gli errori, non si rendono conto di favorire in larghissima misura il monopolio legittimandolo e conferendogli quelle “sfumature” di pluralismo con le lettere e i commenti, smussandone gli aspetti di pesante controllo informativo e rendendondo il tutto, in primis a se stessi, più digeribile la situazione. Quasi un tacito accordo fra il professore universitario e La Sicilia, quasi un tacito accordo fra l’associazione di volontariato che sta attenta alla politica cittadina facendo in parte ruolo di “opinion leader” in città sul campo ma che su la Sicilia interviene come ospite per puntualizzare, senza trarne nessun minimo vantaggio, anzi sminuendo i propri contenuti ed esponendosi ad incomprensioni da parte dei lettori: se sta sulla Sicilia, ne condivide le idee e i valori. Niente di più sbagliato come posizionamento mediatico, niente di meglio per La Sicilia.
Ma le responsabilità non sono gravi, in fin dei conti si tratta di mantenere uno status che dura da anni, troppo anni, è solo un trend, negativo, che potrebbe se sradicato creare le condizioni per un nuovo giornale da usare come “bacheca cittadina” invece del fogliaccio che dà spazio ai mafiosi.

VEDERE i Tokyo Hotel da vicino. Si può FARE

Immagine 1225 VEDERE i Tokyo Hotel da vicino. Si può FAREI Tokyo Hotel sono adorati dalle ragazzine, e odiati dalla generazione nata negli anni ‘80… Ma non c’è che dire: hanno un look pazzesco. A metà tra gli EMO e gli EUROPE, con un tocco dei Kiss e soprattutto di manga giapponese, vedere i Tokyo Hotel è, come da titolo topic, una esperienza da fare. Si, anche se siete dei ventiseienni perplessi da questo gruppo di moda tra i teenagers (gli stessi che capiranno il riferimento a Excel Saga nell’immagine a sinistra).

Ma c’è una buona notizia: si può fare. Il comunicato che segue è di un’azienda che sponsorizza TRL On The Road, CIBA Vision, che fabbrica lenti a contatto non a caso. C’è che vedere!

I dettagli nel comunicato che segue. Vi anticipo che dovete farvi una visita agli occhi.

A POCHI METRI DAI TOKIO HOTEL: POSSIBILE GRAZIE AI PASS DI CIBA VISION

Catania, 15 luglio 2010 L’azienda leader nella produzione di lenti a contatto, CIBA VISION darà la possibilità a 6 fortunati ragazzi di accedere all’area sottopalco per la presentazione del nuovo DVD dei Tokio Hotel, fenomeno musicale idolatrato dai teenager di tutto il mondo. I leader della band, i gemelli Bill e Tom Kaulitz, saranno infatti domani a Catania nell’ambito delle date siciliane del TRL On the Road di MTV.

Basterà effettuare la prova delle lenti a contatto giornaliere Dailies® AquaComfort Plus™ presso il centro ottico mobile DAILIES® allestito nell’Area Le Ciminiere di Viale Africa, location scelta per le puntate di TRL On the Road. Chi effettuerà la prova delle lenti riceverà una cartolina “Gratta e vinci” con la quale avrà la possibilità di vincere, oltre a numerosi premi in palio, uno dei 6 esclusivi pass per il sottopalco.

L’iniziativa rientra in un progetto che vede CIBA VISION e la sua campagna di comunicazione “Dillo con gli occhi” accompagnare la nuova edizione del programma itinerante di MTV in un viaggio che dallo scorso maggio sta toccando diverse città italiane.

Una scelta attraverso la quale CIBA VISION vuole essere più vicina al suo principale pubblico per comunicare direttamente con loro. Dati di mercato dimostrano infatti che i teenager sono più interessati di qualsiasi altra fascia d’età a provare le lenti a contatto: ben il 52% di loro ritiene che le lenti a contatto possano farli sentire più soddisfatti e sicuri di se stessi, migliorare il loro modo di vivere facendoli sentire liberi rispetto al proprio difetto visivo.

L’adolescenza è sicuramente l’età della sperimentazione – afferma Simona Luraghi, Direttore Marketing CIBA VISION ItaliaI teenager infatti sono fortemente attratti dalla possibilità di poter correggere, grazie alle lenti a contatto, il proprio difetto visivo e curare al contempo il proprio look giovane e attivo. Per questo motivo abbiamo da tempo dato avvio alla campagna di comunicazione Dillo con gli occhi specificatamente rivolta a questo target e la partnership con TRL On the Road è la massima espressione di tale scelta. Con le nostre iniziative ci prefiggiamo di coinvolgere e raggiungere i giovani con un modello di comunicazione che punta sull’engagement e sull’edutainment proponendo forme di intrattenimento finalizzate sia ad educare sia a divertire”.

I motivi che hanno portato CIBA VISION ad individuare in MTV il partner ideale con il quale promuovere la campagna “Dillo con gli occhi” sono stati recentemente confermati da una ricerca commissionata dall’azienda a GfK EURISKO: lo studio indica infatti proprio MTV come il canale televisivo al quale i giovani associano maggiormente l’idea di libertà. È chiaro dunque l’intento di CIBA VISION di dare, attraverso “Dillo con gli occhi”, la possibilità ai giovani di esprimere le proprie emozioni e vivere in piena libertà tanto la musica quanto i propri difetti visivi.

La lista di ottici aderenti all’iniziativa è disponibile sul sito www.dillocongliocchi.it

Buco di Bilancio: Ammessa Costituzione di Parte Civile

ok 150x150 Buco di Bilancio: Ammessa Costituzione di Parte CivileLa terza sezione penale del Tribunale di Catania presieduta dal Giudice Cavallaro, riunitasi giorno 7 luglio, ha ammesso la costituzione di Parte Civile del movimento Cittainsieme nel cosidetto processo sul “Buco di Bilancio” che vede imputati 15 amministratori della passata sindacatura Scapagnini.

L’associazione esprime la propria  soddisfazione per questo riconoscimento e si augura che ciò possa servire da stimolo e incoraggiamento per una sempre maggiore partecipazione alla vita della città e per un più incisivo controllo degli atti amministrativi.

CittàInsieme
Catania, 9 giugno 2010
Tel. 3406892762 – info@cittainsieme.it

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POST PRECEDENTI SULL’ARGOMENTO:
- Buco di Bilancio: Richiesta Costituzione di Parte Civile
- Buco di Bilancio: le lettere di due cittadini indignati

Buco di Bilancio: Richiesta Costituzione di Parte Civile

SIAMO LIETI DI ANNUNCIARVI CHE IL TRIBUNALE HA AMMESSO LA NOSTRA RICHIESTA DI COSTITUIRCI PARTE CIVILE, RICONOSCENDO COSì UFFICIALMENTE A CITTAINSIEME  IL RUOLO DI RAPPRESENTANTE DEGLI INTERESSI DEI CITTADINI NELL’AMBITO DEL PROCESSO “BUCO DI BILANCIO”!

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Il movimento CittaInsieme ha inoltrato istanza di costituzione di parte civile presso la terza sezione penale del Tribunale di Catania nel cosiddetto “processo sul buco di bilancio” che vedrà imputati 15 amministratori della passata sindacatura Scapagnini.

La richiesta è motivata dalle finalità previste dallo statuto dell’associazione che all’art. 3 fa espresso riferimento agli interessi che detta associazione intende tutelare,  cioè “favorire lo sviluppo della coscienza civica, finalizzandolo in particolare alla partecipazione dei cittadini ed al controllo della gestione degli enti pubblici locali”, nonché avanzare proposte nei confronti degli organi amministrativi e denunziare ogni disfunzione della Pubblica Amministrazione”.

Cittainsieme ha inteso, con la richiesta di costituzione di parte civile, tutelare i diritti soggettivi lesi dal reato per cui si procederà ed evidenziare il danno subìto dall’associazione nel proprio scopo statutario che prevede specificatamente proprio la difesa di quei diritti.

La terza sezione  si riunirà per deliberare sulla istanza di costituzione di parte civile giorno 7 luglio 2010 alle ore 11.
Si invita la cittadinanza  a partecipare numerosa a questa udienza e a quelle successive durante le quali, come ci auguriamo, si farà luce su una vicenda di pessima e deplorevole gestione delle risorse pubbliche a danno dei cittadini.

CittàInsieme
Catania, 2 giugno 2010
Tel. 3406892762 – info@cittainsieme.it

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POST PRECEDENTI SULL’ARGOMENTO:
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Buco di Bilancio: le lettere di due cittadini indignati

“Adesso sparate su tutti” – di Natya Migliori

Riporto un articolo di Natya Migliori, giornalista e videomaker catanese, che ha raccolto le impressioni e le testimonianze delle persone presenti in piazza ieri sera, in Piazza Dante, nella manifestazione “autoconvocata su facebook” svoltasi con un migliaio di partecipanti e molte testimonianze pubbliche.
“Adesso sparate su tutti”: recita così lo striscione che alle 20.30, in piazza Dante a Catania, sovrasta il raduno spontaneo dei catanesi, sdegnati dalle pallottole che in pieno giorno ed in pieno centro storico, a due passi della Facoltà di Lettere e Filosofia, hanno colpito la studentessa Laura Salafia, 34 anni, originaria di Sortino, riducendola in fin di vita.
Un regolamento di conti, come presumono la squadra mobile e la Dda di Catania, fra i clan Santapaola e Zuccaro (in realtà le ultime notizie smentiscono, l’ipotesi del regolamento di conti. Nota Di 095). Le pallottole erano infatti dirette su Maurizio Gravino, 40 anni, esponente dei Zuccaro, a sua volta gravemente ferito.
Un “classico”, che questa volta piomba però su chi con la mafia ha solo condiviso la sua terra natìa.
E che, con altrettanta ferocia, ferisce il concetto stesso di libertà, proprio nella giornata in cui a Roma, in tutta Italia, sul web, si manifesta contro la negazione del diritto all’informazione, della legalità, della verità. Proprio nella giornata in cui Roberto Saviano, da piazza Navona, tuona contro la gente di “malaffarre” e le osannazioni di dell’Utri verso l’”eroe” Mangano.
Eppure, mentre Laura lotta fra la vita e la morte, le coscienze della città che dicono “no” al malaffare e alla mafia si sono mosse, spinte da un tam tam dal basso, diramato da Facebook e Tweteer, dalle radio, dai portali e dalle web tv indipendenti, per incontrarsi sul luogo della sparatoria. Armate sì, ma di megafono, striscioni e rabbia.
Tra la folla qualche esponente politico, diversi rappresentanti sindacali, molti insegnanti universitari, ma soprattutto studenti.
“E’ inquietante che tutto ciò sia avvenuto proprio oggi – commenta Angelo Villari, segretario della Cgil del capoluogo siciliano- e per di più in un orario insolito per un attentato di mafia, mentre centinaia di studenti, come Laura, andavano e venivano dalla Facoltà. Il timore di noi cittadini e degli inquirenti è che si possa trattare di una ripresa dell’attività mafiosa. Lo scorso 24 giugno, d’altronde, è stato assassinato un membro dei Santapaola e questa mattina una seconda sparatoria ha coinvolto un altro quartiere periferico.”
“Non si può omettere -aggiunge Pina Palella, anche lei esponente della Cgil- che quanto è avvenuto oggi si inquadra in una situazione catanese sempre più disastrosa, in cui il senso civico e i valori vengono a mancare, mentre predominano il disagio, la crisi, l’assenza di certezze o prospettive.
Catania rischia di diventare un far west. Solo un moto reale di sdegno generale può salvarla.”
Anche fra la gente dell’Antico Corso, si insinua la paura che tornino gli anni di fuoco, che si ripresenti quel decennio, fra l’80 e il ‘90, in cui la faida dei “cursoti” insanguinava le strade del quartiere, persino sotto gli occhi degli studenti dei vicini Liceo Classico e Scientifico.
“Non mi chieda niente -ribatte l’anziana proprietaria del tabaccaio di zona- non si vedevano cose del genere da vent’anni!”
La stessa paura si legge negli occhi e nelle parole dei colleghi di Laura.
“Come possiamo stare tranquilli pensando di uscire per dare un esame e rischiare di non tornare più?”, afferma Edoardo, ex studente in Lettere.
“La facoltà di Lettere -aggiunge Sergio, studente in Medicina- è un luogo di studio, ma anche di ritrovo. L’agguato è avvenuto intorno alle 12.30, quando tantissimi colleghi, la maggior parte fuori sede, si trovano qui per studiare o per pranzare in compagnia. Chiunque di noi potrebbe essere al posto di Laura.”
“La giornata di oggi dovrebbe essere dedicata alla libertà -incalza Flavia, studentessa di Lettere- ma ma qui stiamo vivendo il controsenso di non esser liberi neanche di andare in Facoltà.
Forse è vero che di libertà ce n’è fin troppa. Però è affidata alle persone sbagliate, che si possono permettere di andarsene in giro a sparare in pieno giorno. Chi pensa a proteggerci?”
“Se la violenza torna dopo tanti anni sulle strade dobbiamo chiederci cosa stia succedendo -sostiene Luca Cangemi, segretario regionale del PRC Sicilia-. Da anni assistiamo a Catania ad un degrado sociale, civile e morale che parte da chi la guida. Per di più c’è una presenza capillare della mafia nel tessuto sociale e nell’economia.
Un’inversione di rotta non può venire però da chi è al potere. Deve venire dalla gente, come sta avvenendo stasera. Deve venire dal basso un’onda di cambiamento che travolga anche chi sta in alto.”
Eppure l’onda dal basso a Catania non è nuova e da decenni fornisce un importante contributo alla lotta alla mafia. “Sono tante a Catania le realtà –sottolinea, Emanuele Feltri, esponente del Centro Popolare Experia- che da anni lottano per scongiurare episodi come questo, strappando manovalanza alla mafia, facendo volontariato per togliere dalla strada i bambini dei quartieri a rischio. Nonostante ricevano spesso in cambio, come di recente è successo al Centro Experia, solo manganellate e insulti. Dobbiamo continuare a credere nel cambiamento per il bene della città, dei suoi abitanti, dei suoi bambini. Dobbiamo continuare a rimboccarci le maniche. Oggi insieme a sdegnarci, domani insieme a lavorare.”
Natya Migliori

PROIEZIONE FILM INCHIESTA “L’ISOLA DELLE MEZZE VERITÀ”

Una notizia che non c’entra direttamente con Catania, se non fosse che gli autori dell’inchiesta video “L’Isola della mezze verità“, che parla del dramma di Scaletta Zanclea vicino Messina, sono i catanesi di Gemini Movies.

Domenica 04 luglio alle ore 18.00,presso l’aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea la proiezione del documentario. Siete tutti invitati a partecipare.

Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, si
è abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.
A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all’anteprima de
“L’isola delle mezze verità”
un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,
ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,
attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.
Domenica 04 luglio alle ore 18.00,
presso l’aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea.
Siete tutti invitati a partecipare.

Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, siè abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all’anteprima de“L’isola delle mezze verità”un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.

Mascalucia Summer Festival

PFM 300x168 Mascalucia Summer FestivalArriva a Mascalucia, la prima edizione del Mascalucia Summer Festival.

Dall’8 al 12 luglio 2010, presso la suggestiva cornice dell’Anfiteatro Parco Manenti, grandi protagonisti della musica italiana si alterneranno in tre imperdibili serate.

Giorno 8 luglio 2010, Angelo Branduardi – 40 Anni di successi (€18,00).

Giorno 09 Luglio 2010, ore 21,30, PFM – La buona novella tour 2010 (€20,00).

Giorno 12 luglio 2010, ore 21,30, Modena City Ramblers – Riportando tutto a casa (€ 13,00).

Il festival, patrocinato dal Comune di Mascalucia, ideato ed organizzato da Amantiarts Music Agency, si propone come uno degli eventi più importanti di quest’estate siciliana.

La kermesse, inoltre, è in programma anche per gli anni successivi.

Mascalucia Summer Festival ha come concept di riferimento quello di promuovere la cultura della musica d’autore. Grande musica, quindi, in uno spazio perfettamente attrezzato.

Per ciascun concerto, i biglietti sono in vendita presso il circuito Box Office

Location: Anfiteatro Parco Manenti di Mascalucia

Inizio Concerti ore 21.30

CATANESI APRITE GLI OCCHI!

E’ necessario gettare uno sguardo complessivo sulle vicende di questa città, per leggere, al di là degli avvenimenti, il loro significato, le logiche interne che collegano fatti apparentemente slegati.
Il primo dato che salta subito agli occhi, è la deriva politica della amministrazione della città.
Faide, interessi, lotte fra partiti e fazioni si proiettano da Palermo a Catania, eliminando di fatto qualunque intesa e rendendo impossibile ogni progetto politico.
Il sindaco, che galleggia sui detriti della maggioranza, ha licenziato in blocco e in tronco la giunta, nominando otto assessori “tecnici”, i quali (caso assolutamente inedito sia a Catania che altrove) hanno come compito principale quello di permettere al sindaco di non dimettersi e di sopravvivere in attesa che si plachino le acque e si accordino gli interessi della maggioranza che lo sostiene.
Al di là del valore dei singoli “esperti” chiamati ad amministrare la città, è chiaro a tutti che la loro presenza serve solo da “maquillage” al fallimento di questa amministrazione, ed altro non potrà fare che confermare, complice la vicina calura estiva, la sua totale impotenza.
Impotenza anzitutto politica. Un governo tecnico è sempre un governo di emergenza, è sempre un governo a tempo, a breve termine. Non può elaborare alcun progetto a lungo termine.
Ma l’impotenza di fondo è economica.
Le disponibilità del comune sono ridotte al lumicino. Nonostante la berlusconiana respirazione bocca a bocca, nessuna iniziativa valida, strutturale, profonda, può in queste condizioni essere non solo attuata ma pensata.
Il tutto viene condito dagli “Stati Generali”.
I due fenomeni: “impotenza politica” da un lato e “Stati Generali” dall’altro non sono separabili, ma da leggere come facce della stessa medaglia e della medesima strategia.
Non essendo possibile agire… si parla!
In assemblee chilometriche si dicono anche delle cose interessanti, destinate però a restare solo ottime intenzioni, che ricalcano progetti in parte già elaborati in questa città e rimasti sempre lettera morta.
Noi cittadini, invitati a farne parte, ci prestiamo a questo gioco con piena coscienza, anzitutto perché non vogliamo essere tacciati di disinteresse nei confronti dei problemi di questa città. Anzi, partecipiamo con entusiasmo: un entusiasmo non ingenuo ma critico e, purtroppo, intriso di scetticismo. Sappiamo bene infatti di offrire suggerimenti ad amministratori che sembra ci ascoltino con interesse, ma che sono pienamente coscienti della loro impotenza.
Ci sostiene la speranza che cambi questo deludente quadro politico, perché la soluzione di problemi di Catania non può essere che politica, come solo politica può essere la soluzione dei problemi della regione.
Lombardo e Stancanelli altro non sono che sintomi dello stesso male.
La disgregazione degli interessi all’interno del PDL, l’incapacità della opposizione di offrire valide alternative politiche serve solo ad avvallare questa situazione.
Una cosa è certa: che la società civile non può fare da stampella alla politica zoppa come quella che governa oggi la nostra regione e la nostra città!
CittàInsieme